Orologi Rolex Oysterquartz: una collezione senza tempo

Orologi Rolex Oysterquartz: una collezione senza tempo

Day Date Oysterquartz

Sapevate che Rolex per circa 25 anni ha commercializzato orologi al Quarzo? La storia degli orologi Rolex Oysterquartz non è troppo antica e trova le sue radici proprio nella crescita della domanda da parte degli acquirenti. Negli anni ’70 il mercato dell’Orologeria Svizzera subì una brusca frenata delle vendite dovuta all’avvento sul mercato degli orologi giapponesi al Quarzo. Questi ultimi infatti avevano due vantaggi rispetto ad un orologio manuale o automatico, costavano decisamente meno ed avevano bisogno di poca manutenzione.

Il noto marchio svizzero scelse quindi di spingersi oltre per raggiungere il mercato internazionale e restare al passo coi tempi. Senza mettere da parte le proprie tradizioni e le caratteristiche dei suoi orologi meccanici, Rolex si lanciò in questa nuova sfida cercando di avere gli stessi vantaggi di un orologio al Quarzo, mantenendo le qualità e gli standard dell’orologeria svizzera.

La storia

Datejust Oysterquartz

Nel 1971 Rolex cominciò a sviluppare insieme all’ingegnere René LeCoultre, nipote del fondatore dell’omonima maison, un orologio che avesse tutte le caratteristiche di solidità e impermeabilità di un Rolex ma con un movimento al Quarzo più economico ma pur sempre di manifattura.

Dopo svariati anni, nel 1977, presentarono gli orologi “Rolex Oysterquartz”, che restarono in produzione fino al 2003. Il nuovo modello vide la luce in seguito ad un lungo periodo di test per poter garantire un prodotto davvero efficiente e di prima qualità. Il design delle nuove creazioni si allontanava un po’ dalla linea classica offerta dall’azienda.

Datejust Oysterquartz

Tuttavia, la collezione prendeva ispirazione dagli orologi tipici del periodo, ossia con cassa squadrata, bracciale integrato con finiture satinate e lucide ed un elegante vetro in zaffiro. In questo modo l’intero design appariva molto più leggero all’impatto visivo. La cassa risultava impermeabile fino ai 100 mt di profondità. Il calibro 5035 di cui era dotato era un quarzo Ibrido, la base infatti rimase quella del 3035. Nel nuovo calibro il cristallo di quarzo alimentava il meccanismo meccanico.

I primi esemplari prodotti non ricevettero l’ambita certificazione C.O.S.C., la quale sanciva che ogni orologio dovesse seguire determinati parametri di precisione e funzionamento. La certificazione venne ottenuta nel 1978, solamente un anno dopo la presentazione. Nel 1978 il cristallo di quarzo ricevette infatti un ulteriore miglioramento per soddisfare i requisiti ed ottenere finalmente il prestigioso attestato.

Le varianti

Movimento Oysterquartz

Le versioni di Oysterquartz sono due: Datejust e Day-Date. Entrambe sono contraddistinte da una forma spigolosa e da una finitura curata nei minimi dettagli. Il Rolex Datejust era acquistabile in tre varianti. Troviamo degli esemplari in acciaio con una ghiera liscia, altri in acciaio con la ghiera zigrinata in oro bianco e la terza versione in acciaio e oro giallo. Inizialmente questa collezione ebbe più successo negli Stati Uniti e in Asia che in Europa.

A partire dall’anno 1982, il brand Rolex decise di ampliare i suoi prodotti nella categoria degli orologi al Quarzo, presentando l’ Oysterquartz Day-Date. Si tratta di prodotti con un vetro in zaffiro molto resistente e sono interamente realizzati in oro 18 ct. Quasi tutti i modelli di questa collezione montano il calibro 5055. Tra le diverse novità riscossero molto successo la referenza 19058 e la referenza 19148 che presentava una ghiera di brillanti e la maglia centrale del bracciale impreziosita da brillanti anch’essa.

Gli orologi Rolex Oysterquartz oggi

Movimento Oysterquartz dettaglio

Alla fine del millennio la Rolex scelse di togliere gli orologi Oysterquartz dai suoi cataloghi e di chiudere l’epoca dei meccanismi al Quarzo. La collezione durò appena tre decenni con circa 25 mila esemplari prodotti.

Il mancato successo è dovuto sicuramente al fatto che in quel periodo l’acquirente poteva scegliere tra una vasta produzione di orologi al Quarzo anche più economici dei Rolex ed inoltre il pubblico continuava a preferire le versioni Rolex con movimento automatico classico.

Nel mercato odierno del collezionismo Rolex, l’Oysterquartz è salito alla ribalta anche grazie al basso numero di esemplari prodotti.

Il Rolex Oysterquartz nel 1978 salì anche sulla vetta del Monte Everest al polso dell’alpinista italiano Reinhold Messner.

E voi cosa ne pensate dei Rolex Oysterquartz? Lasciate un commento per farcelo sapere!

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